Il duello tra Belotti e Kalinic in Milan-Torino è impietoso: poche occasioni, molti errori da parte di entrambi. Vivono una crisi dalla quale dovranno liberarsi presto
Così non va. E ne sono ben consci. C’è un episodio particolare che ha ieri accompagnato la partita Milan-Torino, e riguarda i fischi all’uscita di Nikola Kalinic del secondo tempo. L’attaccante ex Fiorentina, tanto voluto da Montella, si è letteralmente divorato almeno tre gol (bravissimo Sirigu, in due casi), e in generale sta pochissimo convincendo, dopo essere arrivato in seguito a un corteggiamento durato tutta un’estate di calciomercato. Fischi non ne ha presi, e non ne prenderà di sicuro, Andrea Belotti, perché l’impegno ce l’ha sempre messo e i tifosi sanno bene quanto pesi all’attaccante stesso la crisi che sta vivendo. Ma lui, come Kalinic, stanno faticando enormemente a far fronte a tale astinenza dal gol, e il riverebero di questo problema si è potuto notare ancora nella gara di “San Siro”.
Una brutta gara, da parte di entrambi. Fatta di molto sacrificio per i compagni ma di poca, pochissima concretezza. Per questo motivo il “Duello” tra i due giocatori finisce in parità. Ma è la parità peggiore di tutte: quella che rischia di sfiorare l’apatia e l’abulia di due signore punte, in totale crisi di prestazioni e di gol. Le polveri non sono bagnate, ma completamente congelate. E ci vorrà davvero molto per riuscire a risalire: da parte di entrambi la costanza e la perseveranza non manca di certo. Ma senza rete, non si va da nessuna parte: il Milan, nel dubbio, ha deciso di esonerare Montella; il Toro continuerà con Mihajlovic, sperando che da solo sappia cambiare qualcosa. Per riportare Belotti dove merita: tra i primissimi posti della classifica cannonieri.